Ceramica Raku - La storia, le origini, la tradizione.
La ceramica Raku, basata su tecniche molto antiche che affondano le proprie radici nella cultura e tradizione artigianale giappone, e' da tempo entrata nella nostra cultura artigianale. Le donne del Capanno ci raccontano la loro passione per la ceramica Raku attraverso le immagini delle loro opere piu' significative.
Lastra in ceramica raku, esposta in mostra in America. Disegnata dal Maestro Tonino Guerra ed eseguita dall'artista Romanelli Giulietta in arte Luciana, del Capanno.
Il termine “Raku” designa una particolare tecnica ceramica nata in Giappone nel XVI° secolo. Il suo ideatore, Chojiro, diede origine ad una dinastia di ceramisti che da quindici generazioni continua a tramandare la tradizione: la dinastia Raku, appunto. Il ceramista Chojiro produsse per la prima volta con la tecnica Raku ciotole da tè rigorosamente realizzate a mano. “Raku significa vivere con gioia ed in armonia con la natura”. In Giappone questa tecnica è legata fin dalla sua nascita alla cerimonia del tè (cha-no-yu), ed ogni oggetto è il risultato di una precisa successione di operazioni che acquistano un carattere quasi “rituale”. Dopo la pubblicazione del libro “Potter’s book” di Bernard Leach che introdusse questa tecnica in America; il raku subì, nel tempo, numerose modifiche in relazione soprattutto ai materiali disponibili ed alle esigenze estetiche occidentali. A Nino Caruso, ceramista italiano di fama internazionale, si deve il merito di aver maggiormente contribuito alla divulgazione in Italia della ceramica Raku, con i suoi stage, i suoi testi (pietra miliare è “Ceramica Raku”) e le lezioni presso la sua scuola internazionale al centro di Roma.
La particolarità del Raku sta nel fatto che i pezzi sono estratti dal forno ancora incandescenti per essere sottoposti ad una serie di interventi. Molti ceramisti agiscono modificando di volta in volta il procedimento apportando varianti personalizzate al fine di ottenere effetti sempre nuovi e spesso non del tutto prevedibili
La ceramica Raku nasce per mano di Chojiro, ceramista giapponese vissuto nell’epoca Momoyama (XVI sec.), ed è da sempre legata alla produzione di ciotole per la cerimonia del tè (cha-no-yu). E’ infatti per Sen Rikyu, maestro dello cha-no-yu, che Chojiro iniziò ad utilizzare la tecnica che poi verrà chiamata “Raku”. Da allora in poi Raku è diventato anche il cognome della famiglia di ceramisti discendenti di Chojiro che da 15 generazioni porta avanti la tradizione del Raku in Giappone.
Nella tecnica tradizionale nulla è lasciato al caso, l’artista segue sempre una precisa sequenza di operazioni che acquistano un carattere quasi rituale. la ciotola è sempre eseguita a mano, senza l’ausilio di particolari strumenti: in questo modo le mani possono esprimersi liberamente trasmettendo all’argilla la sensibilità dell’artista. Attraverso gesti semplici l'artista plasma l'argilla sentendola tra le mani come creatura vitale a cui dare forma, la ciotola primitiva è la prima tecnica che si insegna ed è la base per la nascita della tazza da te.
Con la diffusione del Raku nel mondo occidentale il vincolo con la cerimonia del tè si è perso e la tecnica ha subito profonde trasformazioni. L’introduzione di varianti personalizzate, la sperimentazione libera e continua, hanno fatto di questa tecnica ceramica un’importante mezzo di espressione artistica, anche se per le stesse ragioni lo stesso termine”Raku” ha perso a poco a poco il contatto con il suo originale significato.
LA TECNICA L’argilla deve avere una struttura con caratteristiche tali da sopportare le violente variazioni di temperature alle quali è sottoposto l’oggetto. Le tecniche per modellare un oggetto possono essere a lastre, a colombini o al tornio. La smaltatura dei pezzi biscottati può essere fatta a immersione, a spruzzo o semplicemente a pennello.  La cottura in forni a gas avviene in tempi brevi ed a basse temperature (800°-900°). Gli oggetti vengono estratti dal forno nel momento in cui lo smalto ha raggiunto il suo punto di fusione ed adagiati in buche che contengono materiale combustibile (foglie, segatura, carta, stracci imbevuti di oli). Gli oggetti incandescenti provocano la combustione degli elementi infiammabili, che verrà interrotta soffocando la fiamma con un apposito recipiente. Si formerà, così, una camera ad atmosfera riducente che creerà degli effetti lustrati sulla superficie degli smalti. Il Naked - Raku È una variante della tecnica Raku. La superficie dell’oggetto deve essere accuratamente levigata con pietra d’agata. Dopo la prima cottura viene applicato un particolare ingobbio ricoperto a sua volta da uno strato di smalto che si distaccherà dopo la seconda cottura e la successiva riduzione, ottenendo così una superficie non brillante ma comunque impermeabile e cavillata dal fumo.
La ceramica si può acquistare nell'agriturismo. |